Jacques’s thoughts-Pensieri di Jacques

(EN)
All the world’s a stage,

And all the men and women merely players.

They have their exits and their entrances,

And one man in his time plays many parts,

His acts being seven ages. At first the infant,

Mewling and puking in the nurse’s arms.

Then, the whining school-boy with his satchel

And shining morning face, creeping like a snail

Unwillingly to school. And then the lover,

Sighing like furnace, with a woeful ballad

Made to his mistress’ eyebrow. Then, a soldier,

Full of strange oaths, and bearded like the pard,

Jealous in honour, sudden, and quick in quarrel,

Seeking the bubble reputation

Even in the cannon’s mouth. And then, the justice,

In fair round belly, with a good capon lin’d,

With eyes severe, and beard of formal cut,

Full of wise saws, and modern instances,

And so he plays his part. The sixth age shifts

Into the lean and slipper’d pantaloon,

With spectacles on nose and pouch on side,

His youthful hose, well sav’d, a world too wide

For his shrunk shank, and his big manly voice,

Turning again toward childish treble, pipes

And whistles in his sound. Last scene of all,

That ends this strange eventful history,

Is second childishness and mere oblivion,

Sans teeth, sans eyes, sans taste, sans everything.

http://en.wikipedia.org/wiki/All_the_world’s_a_stage

(IT)

È vero, il mondo è tutto un palcoscenico

sul quale tutti noi, uomini e donne 

siam solo attori, con le nostre uscite 

e con le nostre entrate; ove ciascuno,

per il tempo che gli è stato assegnato,

recita molte parti,

e gli atti sono le sue sette età:

prima, il neonato che vagisce e sbava

in braccio alla nutrice;

poi, il piagnucoloso scolaretto

che con la sua cartella sotto il braccio

e con la faccia lustra e mattiniera

si trascina alla scuola

di malavoglia, a passo di lumaca;

poi viene il giovincello innamorato,

sempre in sospiri come una fornace,

che ha scritto una ballata malinconica

in lode delle belle sopracciglia

della sua bella; poi viene il soldato,

la bocca piena di strane bestemmie,

la barba da sembrare un leopardo,

sofistico sul punto dell’onore,

impulsivo, rissoso, attaccabrighe,

sempre in cerca di quella bolla d’aria

ch’è la gloria, disposto ad acciuffarla

magari sulla bocca d’un cannone.

Poi viene, quinta età, magistrato,

con la sua bella pancia rotondetta 

ben farcita di carne di cappone, 

l’occhio severo e la barba aggiustata 

come vuole la regola civile, 

sempre pieno di massime assennate 

e citazioni di luoghi comuni

la sesta età si porta lentamente

verso l’allampanato Pantalone,

pantofole alle piante, occhiali al naso,

la borsa appesa al fianco; le sue braghe,

le stesse che portava ancor da giovane,

seppur perfettamente conservate,

divenute ormai fin troppo larghe

per i suoi stinchi troppo rinsecchiti;

il vocione virile d’una volta

ridotto ad un falsetto da bambino,

uno suono fesso, tutto fischi e sibili.

Infine l’ultimo atto, la vecchiaia,

che conclude questa curiosa storia

così piena di strani accadimenti,

l’età chiama la seconda infanzia,

l’età del puro oblio: senza più denti,

senza più vista, gusto, senza tutto.

http://www.liberliber.it/mediateca/libri/s/shakespeare/come_vi_piaccia/pdf/come_v_p.pdf

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